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La Legge d’Attrazione

Posted on 17 Gennaio 202428 Agosto 2024 by Luca Siliprandi

Legge di attrazione, se ne sente parlare in ogni salsa. Volete conoscerne la storia?
Nel mondo dell’Olismo e della New Age in generale, si sente spesso parlare della cosiddetta “legge d’attrazione”, ossia di una supposta formula universale secondo la quale pensieri positivi richiamano esperienze di vita positive e, viceversa, pensieri negativi richiamano situazioni negative. Questa sorta di formula magica arriva alla ribalta in Italia principalmente ad opera del libro di auto-aiuto di Rhonda Byrne “The Secret” (edito nel 2006 e tradotto in italiano nel 2007), lo stesso fu accompagnato a breve distanza da un omonimo film documentario -della stessa autrice- che ebbe un enorme successo. L’opera è fortemente influenzata dal testo del 1910 “La Scienza di diventare Ricchi” di Wallace Delois Wattles, uno fra i più noti autori del movimento New Thought (qui in foto).

Della storia di questo filone di pensiero, vedremo di parlarne fra poco ma, per ora, sia sufficiente considerare che il principio di codesta “Legge di attrazione” è assai più antico; infatti, tale idea, anche se declinata in modi più articolati, non è nuova e la possiamo ritrovare in alcuni antichi assunti dell’ermetismo quali ‘il simile attrae il simile’. Esteso alla medicina, tale principio è rinvenibile nelle antiche dottrine indiane dove Sushruta (medico vissuto tra il 1200 a.C. e il 600 a.C.) affermava samah samam shamayati che significa ‘il simile si cura col simile’, concetto riportato in occidente dal padre della medicina occidentale Ippocrate (poi ribadito da diversi autori fra cui l’alchimista Basilio Valentino) ed oggi noto alla contemporaneità con l’assunto similia similibus curantur (ossia, i simili si curino coi simili) di Samuel Hahnemann, fondatore dell’omeopatia. Come dicevo, vedremo più in dettaglio la storia di questa ‘legge’ ma, prima di tutto, cercheremo di sintetizzare quelli che sono i cardini della sua formulazione moderna così com’è oggi conosciuta.

Riassumendo, alla base di tutto soggiace la considerazione che le persone ed i loro pensieri siano sostanzialmente fatti di “energia pura” e che esista una sorta di norma universale secondo cui l’energia attrae altra energia simile e dunque, così stando le cose, attraverso un pensiero positivo ogni persona abbia nei fatti la concreta possibilità di migliorare la propria salute, ricchezza e relazioni personali. Ovviamente, sempre secondo il medesimo schema ciò è vero anche ed a maggior ragione per i pensieri negativi che, spesso, sono assai più frequenti.

Una componente chiave della medesima filosofia, inoltre, è l’idea che per cambiare efficacemente i propri schemi di pensiero negativo, si debba anche “sentire” -ad esempio con l’ausilio di strumenti di visualizzazione creativa- che i cambiamenti desiderati siano già avvenuti (quest’ultima concezione, peraltro, non è del tutto estranea a tante scuole e discipline magico-esoteriche).

Per sfruttare questa ‘legge’, i sostenitori di questa teoria sono soliti utilizzare tecniche di re-framing cognitivo con metodi di visualizzazione e rudimenti di auto-ipnosi assertiva al fine di eliminare i pensieri limitanti o negativi con pensieri potenzialmente adattivi e positivi. Pur essendo vero che molte di questi strumenti sono variamente combinati in alcuni approcci psicoterapeutici o di coaching che negli hanno ottenuto una verifica e validazione scientifica, la teoria della “legge di attrazione”, invece, non ha avuto tutt’ora alcun riscontro ed è oggi considerata una pseudoscienza. Numerosi ricercatori hanno criticato l’uso improprio dei concetti scientifici utilizzati dai divulgatori di questa legge ma, soprattutto, è necessario prendere in considerazione alcuni aspetti negativi che la stessa può avere sulla vita delle persone che decidono di affidarvisi ciecamente. Ad ogni modo, per meglio considerare possibili rischi impliciti in una adesione incondizionata a leggi miracolose salvandone però quel che potrebbe -invece- comunque esserci d’aiuto, può senz’altro esserci utile comprendere meglio e a fondo la storia ed il bacino filosofico entro cui si formò questa cosiddetta “legge” facendoci un’idea più chiara anche del contesto culturale che le diede diffusione: il New Thought.

Contesto culturale e storia

Il New Thougt o ‘Nuovo Pensiero’, è un movimento spirituale nato in America agl’inizi del diciannovesimo secolo e che, oggi, è ancora rappresentato principalmente da tre realtà che mantengono una certa consistenza organizzativa negli U.S.A.: la ‘Chiesa di scienza divina’ e la ‘Unity Church’ (entrambe cristiane con forti connotati protestanti) e la ‘Scienza religiosa’ (meno caratterizzata dal cristianesimo). Anche se il ‘Nuovo Pensiero’ non ha mai assunto posizioni dogmatiche e unitarie a tutte le sue correnti, i principi fondamentali che lo contraddistinguono sono elencabili in questi minimi sei punti:

  • Dio, o l’Infinita Intelligenza, è onnipresente;
  • lo Spirito è l’essenza del tutto;
  • l’essenza dell’uomo è divina;
  • il pensiero è una forza potente perché è il punto di contatto con Dio;
  • la maggior parte delle malattie ha origine nella mente;
  • il pensiero positivo porta la guarigione.

Certamente avrete notato come, nonostante la connotazione religiosa, sia centrale il discorso della guarigione e di come questa sia dipendente dallo spirito e dalla mente umana. In effetti, se consideriamo il fondatore di questo movimento, non avrebbe potuto essere altrimenti. Parliamo dunque un istante di lui, Phineas Quimby.

Phineas Quimby nasce nel 1802 a Lebanon, nel New Hampshire, figlio di un fabbro; è di salute cagionevole e da giovanissimo si ammala di tisi, ma guarisce quasi miracolosamente senza alcun intervento medico (che, peraltro, all’epoca nessuno era in grado di dare). Proprio in quel frangente che si formerà le sue prime idee sul legame fra mente, corpo e guarigione… per tutta la sua vita sosterrà che si rese conto di come, dopo la gioia provata a cavalcare liberamente, la sua malattia sembrasse regredire o scomparire e che, tale scoperta, lo portò a salvarsi coltivando appunto quel senso di gioia e felicità.

Da adulto, Quimby divenne orologiaio con un discreto successo ma, parallelamente coltivava interessi peculiari per il suo ambiente quali il mesmerismo e la filosofia della mente. Questi interessi lo portarono a fare alcune esperienze significative, una fra tutte fu lo svolgimento di alcuni esperimenti con la collaborazione di Lucius Burkmar un giovane diciasettenne che sosteneva di essere in grado, cadendo in trance, di diagnosticare le malattie. Quimby e Lucius tennero dimostrazioni di mesmerismo in tutto lo stato del Maine e, in quelle occasioni, il giovane caduto in trance andava prescrivendo semplicissimi rimedi che, ciò nondimeno, si rivelavano incredibilmente efficaci. Il nostro orologiaio, dunque, si era andato via a via formando l’idea che non potessero essere tali rimedi così semplici a poter guarire malattie anche di una certa gravità e che, più probabilmente l’azione terapeutica del 17enne fosse dovuta alla sua capacità di percepire le credenze e le convinzioni di costoro circa i loro malanni guarendoli quindi attraverso la fiducia che riponevano nel giovane. Scrive:

“Rispondo che è così, in quanto un individuo è ciò che egli pensa di essere, ed egli è malato poiché pensa di esserlo. Se sono malato, lo sono perché le mie sensazioni sono la mia malattia, e la mia malattia è il mio convincimento, e il mio convincimento è mentale. È per questo che tutte le malattie sono mentali (…) per guarire una malattia bisogna correggere l’errore; e poiché la malattia è ciò che consegue all’errore, distruggetene la causa e l’effetto cesserà”.

In questo breve testo, troviamo già il germe dell’idea che il pensiero possa influenzare il corpo e anche la materia, ovvero che il nostro modo di pensare sia in grado di influenzare la realtà nostra e di cosa ci circonda.

Tornando al ‘Nuovo Pensiero’ è necessario comprendere che, al netto del suo fondatore, il movimento si sviluppo attraverso un numeroso milieau d’autori, diversi dei quali ripresero le primissime intuizioni di Quimby su quanto divenne poi nota come “Legge di Attrazione”, le svilupparono e le articolarono. Il termine stesso ‘law of attraction’ apparve nel 1855 in The Great Harmonia, scritto dallo spiritualista americano Andrew Jackson Davis. Poi, vi fu Prentice Mulford. Mulford, fu una figura fondamentale nello sviluppo del pensiero New Thought, e la trattò in modo esteso nel suo “The Law of Success”, pubblicato nel 1886–1887. Altri autori del ‘Nuovo Pensiero’ insistettero sull’argomento, come Henry Wood in “God’s Image in Man” del 1892, Ralph Waldo Trine in “What All the World’s A-Seeking” del 1896. A differenza di Quimby, che si era tendenzialmente limitato a farne una questione terapeutica, per questi autori in cui è spesso avvertibile una cogente impronta di morale calvinista, la Legge di Attrazione riguarda non solo la salute ma ogni aspetto della vita, inclusa la ricchezza e lo status sociale. Scrivere di questo tema, peraltro, ha in alcuni caso contribuito a piccole fortune economiche personali ben prima di “The Secret” di R.Bryne. Abbiamo il già citato “La Scienza di diventare Ricchi” di Wallace Delois Wattles (contrariamente a quanto suggerisce il titolo, non è un manuale contenente consigli di natura economica o finanziaria, quanto piuttosto un saggio sulla conservazione di uno stato mentale che Wattles ha definito “un Certo Modo”) e casi di successi così strepitosi da durare fino ad ora, come ad esempio accadde a Napoleon Hill con “Pensa e arricchisciti” del 1937 (da all’ora non ha mai smesso di essere ristampato e, nel 2015, ha raggiunto i 100 milioni di copie vendute), oppure, ancora “Il potere del pensiero positivo” del 1952, di Norman Vincent Peale nonché “Puoi guarire la tua vita” di Louise Hay edito nel 1984. Com’è noto, lo stesso film/libro “The Secret” ha incassato proventi strepitosi, ma nonostante l’apprezzamento mondiale, molti esponenti dello stesso ‘Nuovo Pensiero’ ne hanno criticato la superficialità con cui affronta tematiche delicate e per il suo concentrarsi quasi esclusivamente ad aspetti materialistici banalizzando l’essenza originaria che vedeva questa legge inserita in un sistema di credenze comunque di natura spirituale.

Dalla legge di attrazione ai sistemi di “manifestazione”

Sappiamo essere cosa nota a livello psicologico (e per certi versi anche strettamente medico) che il mantenere atteggiamenti di positività può migliorare la qualità della vita e la capacità di attraversare con coraggio e resilienza difficoltà anche importanti. L’idea che possa essere utile intervenire sul modo in cui reagiamo determinate situazioni è alla base della terapia cognitivo comportamentale, ma questa non promette di modificare conseguentemente la realtà che ci circonda. Così, una fiducia cieca nella positività a tutti i costi può essere fuorviante sminuendo il valore del duro lavoro e della perseveranza. La non rara frustrazione che anima persone in condizioni simili è spesso causa di veri e propri by-pass spirituali ed un uso pedissequo di mantra sull’autostima, spesso si scontra con la realtà della necessità di sforzi personali per superare alcuni ostacoli o raggiungere obiettivi. Spesso, infatti, sarebbe necessario un lavoro preliminare che ci renda chiari quali davvero siano -appunto- i nostri obiettivi: tutti siamo convinti di averli davanti a noi con assoluta chiarezza, invece, di rado è davvero così. Inoltre, esiste il rischio concreto di delegare all’energia del cosmo e al nostro pensare positivo quanto, in buona sostanza, dovremmo fare rimboccandoci le mani o accettando che, per avere un cambiamento, possano essere necessarie scelte dolorose rispetto alla propria vita. In questi by-pass spirituali o ‘evitamenti della realtà’ ritroviamo una di quelle rischiose modalità del pensare che oggi ammorbano certi ambienti “spirituali”, ovvero che: la malattia è una tua colpa e/o, comunque, nella misura in cui dipende dalla tua mente, tutto è potenzialmente guaribile.
Allo stesso modo, nella legge dell’attrazione, per situazioni di vita negative o non desiderate.
Per assurdo, sarebbe un poco come dire: sei povero ed hai un mesotelioma al polmone… questo perché hai una serie di pensieri da modificare, non perché ti hanno fatto lavorare in una miniera d’a ‘amianto da quando hai 14 anni… comprenderete da voi soli che questo esempio è volutamente esagerato; eppure non è raro sentire ragionamenti simili in certuni ambienti.

Detto questo, superando gli eccessi, autori stimatissimi nei loro ambiti come la teosofa Annie Besant o l’esoterista Isreal Regardie furono sostenitori della veridicità della legge di attrazione, ma la definirono entro confini piuttosto precisi rispetto ad un più vasto panorama di concetti. Oggi, è sempre più frequente sentire parlare del cosiddetto “potere della manifestazione” che, come già fecero A.Beasant e I.Regardie, abbraccia un sistema molto più complesso e articolato della formulazione proposta dalla “Legge di Attrazione”. Nuove e continue esperienze nel campo della spiritualità, della psicologia e del coaching sembrano suggerire che sia necessario ripensare a tale ‘legge magica’  con maggiore equilibrio, ossia, appunto, inserendola in più largo orizzonte del nostro agire e delle responsabilità che abbiamo verso noi stessi: pensare positivo, in sé e per sé, non è sufficiente se non viene accompagnato da un insieme più complesso di lavoro personale, interiore ma anche esteriore in termini di focalizzazione di obiettivi, risorse e strumenti.

Alcuni approfondimenti e curiosità

The Secret, un successo annunciato

The secret – Il segreto (The Secret) è una raccolta di interviste del 2006 di Rhonda Byrne, basato sul documentario The Secret dove la “Legge di attrazione” è l’argomento principale.

La maggior parte delle interviste furono raccolte durante un meeting biennale del Transformational Leadership Council (i cui membri sono esperti di marketing che vantano consulenze presso le migliori 500 aziende statunitensi). Nella prima metà del 2007, negli Stati Uniti, il libro ha venduto quattro volte tanto rispetto a qualsiasi altro libro. Nel libro così come nel documentario compaiono autori motivazionali, personaggi famosi o esperti quali: Bob Proctor, Joe Vitale, John Assaraf, John Demartini, Denis Waitley, Micheal Bernard Beckwith, Bob Doyle, Mike Dooley, Lisa Nichols, Bill Harris, Fred Alan Wolf, Marci Shimoff, Jack Canfield, James Ray, David Schirmer, John Gray, Lee Brower, Loral Langemeier, Marie Diamond, John Hagelin, Ben Johnson, Morris Goodman, Hale Dwoskin. Il libro ebbe anche diversi rilanci e sponsorizzazione da parte di personaggi dello spettacolo U.S.A. di enorme rilievo come la conduttrice televisiva Oprah Winfrey che, con il suo patrimonio bilionario, è considerata una tra le donne più influenti nel mondo.

Il fare “come se” e trasformare i “non”

Una tecnica interessante proposta da diversi sostenitori della legge di attrazione è, come accennato nell’articolo, il procurarsi il “sentire” che i cambiamenti desiderati siano già avvenuti e di agire “come se”, di fatto, siano già concretizzati. Questa tecnica era ed è già presente in tante scuole e ambiti, dal teatro alle discipline più varie fra spiritualità e correnti magico-esoteriche. In quest’ultime ritroviamo un altro elemento comune alla legge dell’attrazione o, nella sua riformulazione corrente e più ampia, nelle tecniche di “manifestazione”, cioè il suggerimento ad evitare di formulare desideri utilizzando delle negazioni e di riformularli in un’affermazione positiva, ovvero in una frase chiara che non preveda negazioni. Ad esempio: “non voglio più una salute cagionevole che mi fa ammalare sempre” non è un’espressione positiva e sarebbe più opportuno trasformarla in “Voglio buona salute, forte, solida e costante”… e iniziare subito dopo -ovviamente- ad agire “come se”.

Infine, rispetto ai desideri, una considerazione che vale per la ‘Legge di Attrazione’ così come in quasi tutti i più vari ambiti della vita è l’avere chiarezza interiore rispetto a ciò che si vuole dal mondo e da sé. In tal senso, ritornando all’esempio precedente, è importante essere concreti, una formulazione del tipo “Voglio stare bene” sarebbe generica, confusa, perché vorrebbe dire tutto e niente.

Azione del Pensiero Positivo sulla materia

Fra i tanti ricercatori più o meno indipendenti che hanno tentato di dare prove tangibili del rapporto fra pensieri/emozioni e materia, il più conosciuto è stato senz’altro Masaru Emoto.

Emoto, è stato un ‘ricercatore’ giapponese, forte sostenitore dell’idea che i nostri pensieri e le nostre intenzioni abbiano un impatto sul regno fisico: per oltre 20 anni e fino alla sua morte nel 2014 ha svolto esperimenti su come l’acqua possa reagire in modi differenti allorché esposta a parole umane, pensieri, suoni e intenzioni. Nel suo esperimento più noto, descritto nel best seller “The Hidden Messages in Water”, Emoto dichiara di aver dimostrato -invitando il lettore a ritentare questi semplicissimi esperimenti da sé- come l’acqua di alcuni bicchieri sui quali i partecipanti all’esperimento avevano proiettato emozioni e concetti (come amore, odio, perdono) si fossero cristallizzate in forme diverse a seconda dell’emozione associata durante una procedura di congelamento. L’intento amorevole, benevolo e compassionevole umano sembra portare a formazioni molecolari fisiche esteticamente piacevoli mentre, l’acqua esposta a intenzioni negative si traduce in una forma fisica disarmonica e spiacevole. Il fenomeno è stato osservato attraverso la risonanza magnetica e fotografie ad alta velocità, ma mai in un setting controllato e con parametri di ripetibilità all’altezza degli standard oggi considerati minimi dalla comunità scientifica.

Effetto Placebo, ossia come la fiducia ed il pensare positivo possano effettivamente funzionare

Il cosiddetto effetto placebo è senz’altro uno dei più noti casi in cui la fiducia ed il pensiero positivo di una persona possono interagire con lo stato di salute dell’individuo stesso. Com’è noto, il placebo è una sostanza priva di principi attivi specifici, ma che viene somministrata come se avesse veramente proprietà curative o farmacologiche. Lo stato di salute del paziente che ha accesso a tale trattamento (e che è ignaro del fatto che non gli si sta somministrando nulla di realmente efficace) può migliorare, a condizione che il paziente riponga fiducia in tale sostanza o terapia.

L’effetto placebo e i suoi principi di funzionamento sono prevalentemente stati interpretati dalla scienza medica in termini psicologici e psicosomatico ed è tuttavia vero che non vi sono studi precisi ed univoci sul funzionamento tanto che, attualmente, anche il mondo accademico ritiene che la sua causazione non sia ancora del tutto chiara.

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Luca Ariesignis Siliprandi
Luca Ariesignis Siliprandi4 months ago
Credo che due massime dello stoicismo possano essere sempre d'aiuto quando si devono valutare faccende che ci fanno girare come mosche sul nulla... "Non sono le cose a turbare gli uomini, ma le opinioni che hanno sulle cose" (Epitteto) e, infatti, "soffriamo più nell'immaginazione che nella realtà" (Seneca).
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